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31 Maggio: Dunkerque, la fuga degli Alleati



L’ITALIANO
venerdì 31 maggio 1940

Mentre avviene la liquidazione degli anglo-francesi nelle Fiandre
FORMIDABILE ARMATA GERMANICA CONCENTRATA A NORD DI AMIENS
Gli inglesi in fuga sbaragliati dagli aerei nella Manica
Tre navi da guerra e sedici da trasporto affondate - Trentun altre unità gravemente danneggiate - sessantotto aeroplani abbattuti dai caccia germanici

 

(estratto dalla prima pagina, colonna sinistra)
IL COMUNICATO GERMANICO

Quartier generale del Fuhrer, 3 Maggio, pom.

Il Comando Supremo Tedesco comunica: ”La grande battaglia nelle Fiandre e nell’Artois si sta concludendo con l’annientamento degli eserciti francese e inglese che combattono in questo settore. Da ieri anche il corpo di spedizione inglese è in completa decomposizione. Abbandonando il suo completo materiale da guerra, che non può essere valutato, il corpo di spedizione fugge verso il mare. A nuoto e con piccole imbarcazioni, il nemico cerca di raggiungere le navi inglesi che si trovano nella rada e contro lle quali la nostra aviazione, come abbiamo già annunciato, si scaglia con fulminea efficacia. 60 navi nemiche sono state colpite, 3 navi da guerra e 16 trasporti sono stati affondati e dieci navi da guerra e ventuno navi mercantili di ogni stazza sono state seriamente danneggiate o incendiate. Anche l’artiglieria contraerea ha affondato una nave avamposto, danneggiando altre cinque navi e cinque motosiluranti. (…) Le perdite nemiche di ieri ammontano a 89 aeroplani, di cui 68 sono stati abbattuti durante scontri aerei, 17 dalla D.C.A. ed il resto distrutto al suolo. 15 aeroplani tedeschi non hanno fatto ritorno. (…)

(estratto dalla prima pagina, colonna centrale inferiore)
BERLINO NON HA OFFERTO PACE SEPARATA ALLA FRANCIA

Berlino, 30 Maggio, pom.

L’eliminazione della sacca di Lilla è questione di ore. Le armate prigioniere sono ora suddivise in due gruppi (uno tra la costa ed Ypres, dove è il Corpo di spedizione inglese, e l’altro fra Ypres e Lilla, dove sono la maggior parte delle Divisioni francesi). E fra questi gruppi s’incuneano le colonne motorizzate germaniche. Lo spazio di cui dispongono le Armate prigioniere è poi troppo ristretto per permettere lo svolgimento di qualsiasi manovra tattica; inoltre le loro munizioni vanno diventando sempre più scarse, e già alcuni battaglioni si sono dovuti arrendere perché non avevano più un solo colpo da sparare. Tutti i tentativi dell’Aeronautica alleata per rifornire di munizioni a mezzo di paracadute le Armate prigioniere, sono stati infranti dai caccia germanici, che hanno il dominio incontrastato nel cielo delle Fiandre. L’effetto psicologico dei bombardamenti germanici ha poi indotto altri battaglioni ad arrendersi. (…) Inoltre la Manica sarà ben presto controllata dai potenti pezzi delle artiglierie costiere germaniche che coi loro proiettili sono in grado di raggiungere la costa britannica. La Manica, il canale inglese, diventa così un braccio di mare controllato dall’artiglieria tedesca; e non c’è bisogno di sottolineare l’importanza strategica e diremo così sentimentale, di questo successo tedesco. Per uno strano ricorso storico, il Corpo di spedizione britannico sta per essere annientato su quello stesso campo di battaglia sul quale gli inglesi ebbero, durante la guerra mondiale le più gravi perdite (circa quattrocentomila uomini) in seguito all’errata manovra di sir Douglas Haig. Che cosa seguirà alla fine della battaglia delle Fiandre? In questi circoli si crede che lo Stato Maggiore tedesco potrebbe avere bisogno di qualche giorno o qualche settimana di tempo per organizzare delle nuove basi raggiunte, il grande attacco contro l’Inghilterra, nel quale verrebbe fra l’altro impiegata la nuova arma segreta (finora la Germania si è servita di nuovi metodi strategici, ma non di nuove armi, che il Fuhrer si è probabilmente riservato per la fase decisiva). (…) a quanto ci è dato sapere, sembra che l’Alto Comando germanico stia concentrando e schierando a settentrione di Amiens una formidabile Armata germanica. A tale proposito si dichiara a Berlino essere priva di qualsiasi fondamento la notiza che la Germania abbia offerto la pace separata alla Francia. In questi ambienti si dice oramai che la Germania non fa più alcuna differenza tra l’Inghilterra e la Francia.


(estratto dalla prima pagina, colonna destra)
TRAGICA FINE DEI MAGGIORI RESPONSABILI DELLA ROTTA FRANCESE

Gamelin si sarebbe ucciso su invito dell’Alto Comando – Corap fucilato.

BERNA, 30 maggio, pom.
Si conferma da ottima fonte che il generale Gamelin si sarebbe ucciso in seguito a preciso invito dell’Alto Comando francese.
Si conferma inoltre che il generale Corap, comandante delle forze francesi nelle Ardenne, e ritenuto fra i maggiori responsabili della rotta alleata, sarebbe stato fucilato


Responsabilità e fucilazioni
Roma, 30 maggio, pom.
(R.N.) Secondo notizie d fonte svizzera il generale Gamelin sarebbe stato costretto a suicidarsi e il generale Corap sarebbe stato fucilato. Il generale Gamelin avrebbe pagato così la sua imprevidenza ed i suoi errori; il generale Corap sarebbe stato punito delle sue colpevoli negligenze quale comandante dell’armata che non seppe impedire all’Esercito germanico l’irruzione sul suolo francese,
Procedimento fulmineo, ma precedente estremamente pericoloso in Francia. Una volta iniziate le indagini per la ricerca delle responsabilità, chi potrà fermarle? Un solo evento avrebbe questo magico potere: la vittoria. Ma gli eventi non volgono certamente verso la vittoria degli alleati mentre gli eserciti chiusi nella sacca sono massacrati dalle truppe e dall’aviazione germaniche.
E allora è molto probabile che la ricerca delle responsabilità dovrà continuare e risalire gli avvenimenti, andando anche più in là dello scoppio della guerra!
Chi è responsabile di avere esposto la Francia ad una guerra mortale con la Germania esclusivamente per difendere l’egemonia dell’impero britannico? Ecco la domanda che prima o poi si porrà, ecco l’indirizzo che un giorno, forse più vicino di quanto non possa credersi, avrà la ricerca delle responsabilità, di tutte le responsabilità.
Vogliamo fugacemente ricordare a Reynaud ed a Mandel e agli altri esponenti politici della Francia che nel 1935, dopo gli accordi di Palazzo Venezia, Laval si proponeva d recarsi a Berlino per gettare le basi di un accordo anche con la Germania. Il fatto è storicamente, matematicamente sicuro.
Chi ha impedito a Laval di porre in atto la sua iniziativa? Chi si è prestato al gioco dell’Inghilterra di eliminare Il “pericoloso” Laval dalla scena politica francese?
Domande che hanno già avuto una risposta. L’Inghilterra, venuta a conoscenza del piano di Laval di procedere ad un accordo continentale a tutto scapito dell’influenza britannica, che avrebbe finito di arbitrare la situazione europea, mise mano alla borsa e non gli fu difficile organizzare il Fronte popolare sotto gli auspici di Blum, di Herriot, di Reynaud. La vita al Ministero Laval fu resa impossibile. Ogni giorno Herriot ricattava Laval. Quando scoppiò il conflitto in Abissinia si ebbe il terreno propizio per allontanare la Francia dall’ Italia e vennero le sanzioni. E’ da quel momento dominato nettamente dall’Inghilterra e dai suoi agenti Elum, Herriot, Reynaud, che si prepara il destino della Francia, il destino che sta maturando adesso sui campi del territorio francese invaso.
Chi potrà impedire che le future prossime ricerche assodino le vere e maggiori responsabilità delle sciagure che si abbattono sulla Francia? Chi può oggi assicurare i governanti francesi che hanno costretto Gamelin a suicidarsi ed hanno fatto fucilare Corap che non vi saranno altri suicidi ed altre fucilazioni di responsabilità?
Sono domande che la realtà storica autorizza e alle quali il corso degli avvenimenti sta per dare adeguate risposte.


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