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8 Giugno 1940: La rotta francese: alle porte di Rouen



L’offensiva germanica<br><b>ALLE PORTE DI ROUEN</b><br>Lo sviluppo della manovra dell’ala destra dello schieramento del Reich si accentua grandiosamente
L’offensiva germanica
ALLE PORTE DI ROUEN
Lo sviluppo della manovra dell’ala destra dello schieramento del Reich si accentua grandiosamente
LA SERA
sabato 8 giugno 1940

(estratto dalla prima pagina, colonna sinistra)
AZIONE A FONDO

Basilea, 8


Le ultime informazioni indicano che per tutta la notte e per tutta la mattina l’artiglieria tedesca ha aperto un coro violentissimo ed ininterrotto nel settore di Attigny. V’è da credere che tale preparazione sia l’inizio di un attacco contro questo settore, che è il punto di unione tra la linea Weygand e la linea Maginot. A mezzogiorni i circoli militari francesi ammettevano che l’avanzata dell’ala destra tedesca prosegue. Ha superato anche il fiume Bresle, ove si erano insediati i francesi cacciati dalla Somme inferiore, ed è arrivata a Forges-les-Eaux, alla stessa altezza di Dieppe, ed a 40 chilometri da Rouen. V’è da prevedere che tra qualche ora le armate tedesche avranno occupato entrambe queste nuove città, e tra qualche giorno sarà caduta Le Havre alla foce della Senna. Le Havre è il grande centro che rifornisce Parigi, è l’ultimo porto importante sulla Manica che mantiene il collegamento con l’Inghilterra. Ma non è da escludersi che la strategia tedesca, fertile di sorprese come il passato più recente ha dimostrato di colpo, faccia compiere alla sua ala destra avanzata un moto di aggiramento per avvolgere nelle sue spire mortali di ferro e di fuoco lo schiedamento del nemico da Abbeville a Soisson. Ancora una volta, è l’Alto Comando tedesco che sceglie le carte da giuocare.

(estratto dalla prima pagina, colonna centrale)
LA GRANDE BATTAGLIA
DUE MILIONI DI UOMINI SI BATTONO SENZA POSA


Basilea, 8


(P. S.) - Due milioni di uomini si battono accanitamente in quella che Weygand ha voluto definire “la battaglia di Francia”, per segnarne l’importanza definitiva.
L’Alto Comando germanico, che é ben lontano dall’aver raggiunto la massima forza di pressione, ha oggi aumentato di nuovo gli effettivi impegnati, allo scopo d premere ancora più sui punti deboli avversari e allargare gli squarci che le colonne motorizzate hanno compiuto nel tessuto connettivo della difesa francese.
La manovra tedesca per dividere in due tronconi l’esercito avversario, manovra già abbozzata ieri, si va meglio delineando oggi con il proseguire dell’avanzata delle ali e del centro.
Secondo informazioni non confermate Compiègne sarebbe già caduta. A Parigi il frastuono terribile dell’enorme battaglia è ormai udito distintamente.
La tattica tedesca si svolge in linee classiche: all’inizio azione generale su tutto il fronte; quindi, determinazione dei punti deboli, e lancio su di essi delle truppe di riserva; poi spezzettamento dello schieramento nemico in seguito alla penetrazione delle unità corazzate; allargamento dei punti sfondati: e infine manovra d’accerchiamento sulle due ali, con acme di pressione al centro.
Sulle posizioni francesi che resistono si svolge un martellamento continuo e logorante, con una serie di attacchi violenti su punti limitati.
Il generalissimo Weygand ha una tattica sola: resistere. Resistere a qualsiasi prezzo, con qualsiasi mezzo, qualsiasi possano essere i sacrifici. Disposta la sua linea in profondità l’attività dell’Alto Comando francese è quella di: spostare le truppe di riserva laddove la necessità immediata lo chieda.
E’ insomma una tattica improvvisata di momento in momento e che subisce in pieno l’iniziativa nemica. I circoli militari francesi sperano dl potere stancare l’avversario, frenarne lo slancio, fiaccarlo con il suo stesso sforzo. Giunto a questo punto, Weygand riunirebbe tutte le sue possibilità per un contrattacco.
Per quanto le notizie dal fronte siano oggi scarse da entrambe le parti, non di meno si può dire che questa famosa controffensiva francese diventi di ora in ora un’eventualità sempre più problematica.
I circoli parigini si compiacciono di ricordare la grande offensiva del 1918, seguita dalla vittoriosa controffensiva alleata. Occorre però dire che nel giugno 1918 gli inglesi inviavano sui fronti di Francia 30.000 uomini al giorno, l’Italia stava battendo il colosso austriaco, gli Stati Uniti gettavano sulla bilancia 1 milione di giovani americani e sui fronti si presentava la grande novità: il carro armato. ”E’ il generale Tank che ha vinto la guerra” si diceva a Berlino. Oggi tutte le armi nuove sono da parte tedesca. L’Italia è dall’altro lato della barricata. Gli Inglesi stanno a casa loro o ritornano frettolosamente. Gli americani inviano a Parigi l’aiuto poco efficace dei loro strali cartacei e hanno tutta l’aria di tenersi buoni gli alleati, perché sono gli unici compratori in contanti.
Insomma i francesi sono soli sulla linea Weygand. Linea che sta per essere accerchiata, dicevamo, dopo essere stata ormai infranta. Le forze del Reich infatti, partendo da Poix, Rouen, Soissons, si troveranno dinanzi via libera, mentre l’imminente caduta di Dieppe aprirà ai tedeschi la strada di Le Havre.


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