Gli articoli dei giornali Documenti del fascismo e del dopo fascismo Canzoni e inni del fascismo e del dopo fascismo Cifre delle battaglie
Home --> Elenco Giornali --> Il Belgio depone le armi
Il Belgio depone le armi



CORRIERE DELLA SERA
martedì 28 maggio 1940

L’ESTREMA DIFESA DEGLI ALLEATI IN FIANDRA E’ CROLLATA
IL BELGIO DEPONE LE ARMI
La capitolazione è stata decisa personalmente da Re Leopoldo - L’annuncio dato alla radio da Reynaud dopo la seduta notturna del consiglio dei ministri
 

(estratto dalla prima pagina, colonna sinistra)

Parigi, 28 Maggio

Paul Reynaud ha pronunziato stamane alle 8,30 il seguente radio-discorso:
Devo annunciare al popolo francese un grave avvenimento, che si è verificato questa notte: l’Esercito francese non può più contare sul concorso di quello belga.
L’Esercito francese e quello inglese combattono soli, nel nord, contro il nemico. Sapete qual’era la situazione in seguito alla rottura del nostro fronte, avvenuta il 14 maggio: l’Esercito tedesco si era infiltrato tra le nostre truppe, le quali vennero così a trovarsi scisse in due gruppi, l’uno a nord e l’altro a sud.
A sud sono le divisioni francesi a tenere il nuovo fronte che segue la somme e il corso dell’Aisne, raggiungendo poi , la linea Maginot che è intatta.
A nord un gruppo di tre Armate alleate: l’Esercito belga, il Corpo di spedizione inglese, e divisioni francesi nelle quali molti di noi hanno un essere caro. Questo gruppo di tre Annate, sotto il comando del gen. Blanchard, era vettovagliato via Dunkerque. Le Armate francesi e inglesi difendevano questo porto a sud e a ovest, e quella belga a nord. E’ questa Armata belga che ha capitolato senza condizioni, in piena lotta, per ordine del suo Re, senza avvertire i suoi camerati di combattimento francesi e inglesi, aprendo la strada di Dunkerque alle divisioni tedesche. Diciotto giorni or sono questo stesso re ci aveva rivolto un invito a soccorrere il suo Paese. A questo appello noi abbiamo risposto secondo il piano predisposto nello scorso dicembre dagli Stati Maggiori alleati.
Il Presidente del Consiglio ha pronunciato a questo punto parole di biasimo per il Re dei Belgi ricordando come il Re Leopoldo avesse chiesto aiuto, che Francia e Inghilterra hanno immediatamente concesso.
Il signor Reynaud ha affermato che la decisione del Re del Belgio è stata presa contro il parere unanime dei ministri belgi i quali hanno assicurato il Governo francese che essi continueranno a mettere a disposizione degli alleati le superstiti forze dell’esercito belga.
 

(estratto dalla prima pagina, colonna centrale)
LA BATTAGLIA HA INVESTITO LA GRAN BRETAGNA
Dover, Folkestone, Ramsgate bruciano e nei porti francesi i soldati britannici, sotto un uragano di fuoco, tentano di raggiungere le rive inglesi


« Elenco Giornali
IL GIORNALE D’ITALIA
martedì 28 maggio 1940

Un altro gravissimo rovescio per gli alleati
LA CAPITOLAZIONE DELL’ESERCITO BELGA

annunziata dal Gran Quartiere Generale germanico
Drammatico colloquio tra Re Leopoldo e il comandante delle forze francesi - Oltre 400 mila uomini depongono le armi - L’ordine esteso ai belgi all’estero - Stolte accuse di Reynaud

(estratto dalla prima pagina, colonna sinistra)
Il porto di Dunkerque in fiamme - Combattimenti intorno alla città
Un nuovo colpo

Con atto di alta saggezza politica e umana il re del Belgio ha ordinato ieri notte al suo esercito di abbassre le armi. L’ordine è entrato in vigore alle quattro di questa mattina. E’ ancora troppo presto per dare un giudizio definitivo su questo evento del quale si hanno ancora solo sommarie notizie. Ma certo tre evidenti motivi hanno, fra gli altri, ispirato questa decisione sovrana. Il re vuole risparmiare sangue e sacrifici al suo popolo in questa guerra per esso ormai inutile e troppo costosa. Le grandi perdite già affrontate e sofferte sono sufficienti per attestare l’individualità della Nazione belga. Il re ha riconosciuto che anche in questo ciclo della grande guerra europea che si combatteva in gran parte sul territorio belga gli alleati non si preoccupavano tanto di difendere l’indipendenza e le fortune del Belgio quanto di usare e logorare intensivamete tutti i suoi mezzi di uomini, di armi e di finanze per preservare le loro risorse e difendere i loro territori e con essi i loro grandi Imperi. Non vi è dubbio che il re abbia considerato nei suoi significati il contegno delle truppe britanniche. Esse rivelavano chiara la intenzione di ritirarsi sulla Manica per ripassare il mare impegnando i Belgi a battersi e cadere per coprire la loro ritirata. (…) Duro è certo il nuovo colpo inflitto alla resistenza britannica e francese che oggi faceva il suo perno soprattutto sulla resistenza del Belgio e particolarmente sulla sua zona settentrionale lungo il mare. (…) Si vorrebbe anche accusare il re per la decisione presa senza dar preavviso agli alleati. Il fatto è già smentito. Il re ha avvertito il generale francese Blanchard.(…) Il colpo inflitto alla loro organizzazione difensiva è certo grave, penetrante e ancora una volta oltremodo allarmante. Sono anzitutto 500mila uomini, con armi e munizioni, che escono dai ranghi degli alleati. Ancora una volta britannici e francesi, che hanno voluto questa guerra europea, sono costretti a battersi con i loro uomini e i loro mezzi e non per interposta persona di Nazioni straniere o di blocchi.(…) Questa è la nuova sorpresa delle due democrazie Imperiali. Esse sono chiamate a rispondere con sempre più gravi e diretti impegni alla difesa dei loro territori e dei loro Imperi ed a sacrificare in essa molti più mezzi e prestigio di quanti ne avrebbero perduti con una saggia e tempestiva revisione di un sistema euopeo che maturava fatalmente la guerra.

Virginio Gayda
.


- (estratto dalla prima pagina, riquadro in basso a destra)
L’UNIONE DEL GIAPPONE ALL’ITALIA E ALLA GERMANIA
chiesta dal partito Tohokai per un nuovo ordine internazionale


« Elenco Giornali
la "Seconda Guerra Mondiale" è una sezione di:


staraldo.com - Sezione Seconda Guerra Mondiale - Best viewed 1024*768 - Designed for Internet Explorer and Mozilla Firefox