L’ITALIANO giovedì 21 settembre 1939
(estratto dalla prima pagina, colonna a sinistra) LA GUERRA IN POLONIA CONSIDERATA FINITA DALL’ALTO COMANDO TEDESCO Imminente pubblicazione di un bollettino riassuntivo della campagna Il bottino tedesco in prigionieri e materiali aumenta d’ora in ora - Sporadiche resistenze opposte ancora dai polacchi a Varsavia, Modlin, Gora-Kalvarja e Hela
(estratto dalla prima pagina, colonna centrale) INUTILITÀ Tre settimane appena sono trascorse dal giorno in cui la Germania, in vista del netto rifiuto polacco di accedere alle ragionevoli proposte avanzate da Hitler per la soluzione del problema di Danzica e del Corridoio si vedeva costretta a ricorrere alle forze delle armi per imporre il suo diritto.(…) Ed ora, siamo all’epilogo. Sospinta verso l’abisso dalla irresponsabilità e dalla esaltazione di capi -politici e militari- che sconsigliatamente abbandonarono le vie tracciate dalla saggezza, dal patriottismo, dalla dirittura morale di Pilsudski, la Polonia di Versaglia scompare tra le ultime paurose esplosioni e le grida di dolore d’un popolo tradito in nome d’una stolta illusione.(…) Così come vollero crearla, a tavolino, diplomatici di corte vedute e in qualche caso -si allude qui al famigerato Presidente Wilson- totalmente ignoranti delle cose europee, la Polonia nata dai trattati, cosidetti di pace, non poteva sussistere. Prima o poi, doveva toccarle la sorte che le è toccata, e che già da tempo statisti della lucidità e della forza profetica di Mussolini prevedevano. Distrutto l’esercito, fuggito il governo, sommerso il nefasto regime che volle la sua perdizione, che sarà ora della Polonia? Essa potrà ancora ritrovare una sua consistenza nazionale.(…) Ma la nuova patria dei polacchi dovrà necessariamente essere contenuta in confini ben più ristretti degli antichi e rassegnarsi al ruolo di stella di secondaria importanza nel firmamento europeo.(…) In attesa che a tanto si giunga, gli sguardi di tutti i popoli si rivolgono altrove. E ognuno si chiede cosa faranno, dopo il crollo della repubblica ”garantita”, Francia e Inghilterra. L’inutilità della guerra dichiarata dalle Potenze democratiche alla Germania appare sempre più evidente. Un equilibrio scosso è stato ristabilito. Una ingiustizia durata venti anni è stata riparata, in tre settimane, dalla fatalità. Perché ostinarsi a ricomporla, perché sacrificare milioni di vite e riserve immense di materiali per una causa ormai condannata dai fatti? Le armi anglo-francesi, in questo momento, non sono al servizio né della verità, né del diritto, né della giustizia. E se vi sono ancora uomini di governo i quali, accecati dall’ira e dal dispetto, non vogliono riconoscerlo, finiranno col riconoscerlo i popoli. Quelli, cioè, che dovrebbero fare le spese d’una superflua e assurda carneficina.
(estratto dalla prima pagina, colonna destra) LA REVISIONE DELLA LEGGE SULLA NEUTRALITÀ DEGLI STATI UNITI Vivaci discussioni alla conferenza dei capi partito alla Casa Bianca - La libera vendita delle armi a pronta cassa incontra favore (…) Ford contrario alla revisione
Washington, 21 Settembre
Da Detroit informano che Henry Ford ha fatto le seguenti dichiarazioni alla stampa: ”Sono contrario a qualsiasi modifica alla legge sulla neutralità, la quale è stata redatta da uomini che conoscono la guerra. La guerra Europea non riguarda per nulla l’America. Una modifica alla legge sulla neutralità ha il solo scopo di vendere cannoni e trarre profitti dalle miserie della guerra. Mantenendo invece lo stato attuale si contribuirà a terminare ben presto il conflitto europeo. Bisogna fare appello alla ragione per impedire che la legge venga modificata. Il buon senso vincerà”. |