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22 Giugno 1940: La Francia si arrende



STAMPA SERA
sabato 22 giugno 1940

LA RISPOSTA DI BORDEAUX
alle condizioni di armistizio
La delegazione francese tornata a Compiègne accompagnata da personale di segreteria - Una Commissione mista regolerebbe i particolari
L’armistizio in vigore soltanto dopo la conclusione di quello con l’Italia
 

(Articolo superiore colonna sinistra)
IN ATTESA della decisione

Roma, sabato sera.
Il ”Giornale d’Italia” riceve da Compiègne e pubblica:
<<La delegazione francese per l’armistizio, la quale ieri sera alle 23 aveva lasciato Compiègne, dopo aver conferito con il proprio Governo, ha fatto ritorno stamane, poco dopo le 10, a Compiègne stessa.
<<Questa volta la Delegazione era accompagnata da quattro segretari e una segretaria.
<<Dalle ore 10,30 alle 11,45, i delegati francesi sono rimasti a conversare fra loro nel vagone ferroviario messo a loro disposizione dal comando germanico.
<<Alle ore 11,45 sono saliti sul vagone i rappresentanti del Reich>>

I negoziati ripresi

Berlino, sabato sera.
La ”Transocean Press” ha da Compiègne:
<<Da stamane alle 10,30 la Delegazione francese si trova nuovamente a Compiègne. La delegazione germanica ha dato nuova prova della sua magnanimità. Avendo i francesi chiesto d’aver a loro disposizione una carrozza ferroviaria, al fine di discutere da soli, ciò che è stato loro accordato.
<<I francesi hanno condotto con loro quattro segretari ed una dattilografa, il che fa pensare che abbiano l’intenzione di fare delle dichiarazioni scritte>>. L’annunciatore della radio tedesca ha detto in una sua radiocronaca sull’avvenimento:
<<Mentre vi parlo - sono le 12 e 10 - mezz’ora è trascorsa da quando i delegati germanici sono saliti nel vagone ove si trovano i Plenipotenziari francesi.
<<Come è visibile dall’esterno i negoziati sono stati ripresi>>.

(estratto dalle ”ULTIME” di terza pagina)
Preliminari dell’armistizio
COMPIÈGNE: FINE DI UN’ERA DI INGIUSTIZIE
Commenti germanici al documento consegnato ai rappresentanti francesi - Il nuovo obiettivo tedesco: battere l’Inghilterra per riparare i torti inflitti alla Germania - La differenza sostanziale tra le clausole del 1918 e l’atto compiuto ieri da Hitler.
Berlino, sabato sera.
La stampa tedesca di questa mattina non rispecchia che un solo argomento: Compiègne!
Sotto grandi titoli e fotografie e con le relazioni dei corrispondenti speciali si descrive l’evento dell’atto storico del ventun giugno, sottolineando in primo luogo il fatto che il grande falso compiuto sul popolo tedesco e sul Reich nel 1918, è stato ora rimosso.
La nuova situazione
Il redattore politico del Voelkischer Beobachter, capitano Guglielmo Weiss, scrive:
Soltanto ieri abbiamo letto in un giornale francese ora ripubblicato a Parigi, che il bisogno principale della Francia al presente per la sua salvezza e la sua ricostruzione, è di avere dei soldati, Ciò fu scritto probabilmente nel senso che i soldati s’intendono sempre meglio tra loro.
Anche i francesi che hanno dettato l’armistizio del 1918 erano soldati e il generale Weygand allora era presente, ma quei soldati di Francia hanno praticato allora agli avversari il peggior trattamento che mai si sia avuto.
Oggi la situazione è radicalmente mutata, i tedeschi di oggi non rappresentano più la situazione del novembre 1918 ma sono essi stessi i primi militi del grande Reich Tedesco sotto la guida personale del Fuhrer, supremo comandante delle forze armate tedesche.
Le vittorie del 1918 sono disfatte oggi. Al posto di Erzberger abbiamo oggi alla testa della Nazione germanica quelle truppe che occupano Parigi e larga parte della Francia. Questa è battuta ed ha sperimentato il più tremendo destino che possa abbattersi su un popolo, la maggior disfatta della sua storia. Il Lokal Anzeiger, commentando le negoziazioni di armistizio di Compiègne scrive:
Per il domani
La Francia non è riuscita a frantumare il Reich e il popolo tedesco non gliene fa carico pel fatto che la Francia non ha raggiunto questo desiderio, ma ben più per il fatto che la Nazione tedesca non sussisterebbe per essa.
La vittoria di Hitler in Occidente non è soltanto una vittoria di natura militare ma anche politica, ciò che diviene sempre più evidente. Questa guerra è una rivoluzione totale.
In Francia vi fu nel 1918 la presunzione d’una vittoria militare e simultaneamente venne distrutta la sostanza del mondo politico dell’ultimo secolo che coi paragrafi del dettato di Versailles ancor più e per un gran tempo ampliava gl’ideali nella presunzione di dominare l’Europa.
Il nostro desiderio a Compiègne nel 1940 non è soltanto dl cessare la lotta tra Germania e Francia, ma anche di dare inizio a un nuovo ordine europeo, Dipende ora dalla Francia come le cose si svilupperanno tra di noi.
I delegati di Francia si pongono ora in contatto col loro Governo. Ogni cosa sta prendendo il suo corso. Al fronte i cannoni continuano a far sentire li loro potente linguaggio. I soldati non abbisognano di intromissioni. Essi son pronti a continuare il combattimento con tutte le forze e con
tutti i mezzi, sinchè sia raggiunto il nuovo avvenire dei popoli e assicurata la riparazione dl tutte le ingiustizie. Ciò avverrà in Francia ben presto e cosi pure in Inghilterra, ove il nemico mantieni
con forza il suo ultimo rifugio.
Il Berliner Boersen Zeitung scrive nel suo commento che il genio francese del 1918, come è sempre stato il caso da trecento anni in qua, è pur sempre di natura distruttiva. A Compiègne e a Versailles si è voluto seminare la discordia eterna tra i due popoli.
I tre punti
L’atto compiuto ieri a Compiègne -dice il giornale- ha caratterizzato l’atteggiamento tedesco in simili circostanze; il Fuhrer vince l’avversario, elimina l’oppositore senza mercè, ma la sua azione è costruttiva. Compiègne mostra ai francesi che essi debbono sopportare le conseguenze del delitto della guerra, ma la formulazione delle esigenze tedesche e dei loro obbiettivi rivela che il Fuhrer, fedele al suo modo di pensare e di agire, non insiste sul fattore negativo ma creerà le condizioni per qualche cosa di positivo, estirpando ciò che è contro natura. Il vecchio mondo pieno di ingiustizia e di asservimento si liquefa. Un mondo nuovo si leva.


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